Lavorare su internet: quali sono i benefici

Fino a qualche anno fa, lavorare da casa poteva sembrare un sogno irrealizzabile. Oggi è il futuro del lavoro.

Ecco, infatti, alcune tra le statistiche più interessanti sul mondo del lavoro online.

1. Il lavoro online aumenta la produttività.

Le aziende e i lavoratori stessi affermano che lavorare su internet è un vantaggio per la produttività. Non esistono distrazioni come pettegolezzi, incontri estemporanei e colleghi rumorosi (nel caso di lavoratori online disciplinati, ovviamente).
Inoltre, due terzi dei dirigenti afferma che i dipendenti che lavorano online contribuiscono ad aumentare la produttività complessiva.

2. Lavorare su internet ottimizza l’efficienza dei lavoratori.

Un minor numero di distrazioni può aumentare  l’efficienza. O, per lo meno, è la conclusione a cui giunge un rapporto di ConnectSolutions. Infatti circa il 30% dei lavoratori ha dichiarato che il lavoro online ha permesso loro di ottenere di maggiori risultati in meno tempo.

3. Riduce lo stress e aumenta il morale.

Alcuni dati sul lavoro online mostrano che l’82% dei lavoratori da remoto riporta livelli di stress inferiori rispetto ai colleghi che operano “in ufficio”. Questo porta effetti positivi non solo ai lavoratori, ma anche alle aziende. Lo studio di IGP, fornitore leader di servizi software, ha rilevato che l’80% dei lavoratori ha riportato un morale più alto quando lavorava da casa ed è stato rilevato un assenteismo minore del 69%.

4. Riduce il turnover dei dipendenti.

Secondo uno studio pubblicato dalla Stanford University, offrire la possibilità di lavorare a distanza riduce il turnover dei dipendenti e “i tassi di abbandono del lavoro diminuiscono di oltre il 50%”. Il rapporto, che si è basato sulle statistiche del lavoro a distanza di un’azienda di 16.000 dipendenti con sede in Cina e quotata al NASDAQ, ha descritto il lavoro da casa come “altamente redditizio” per l’azienda.

5. Riduce i costi operativi.

Aziende di tutte le dimensioni hanno riportato riduzioni significative dei costi operativi.
Ecco due esempi virtuosi riportati dalla rivista Forbes: Aetna (dove circa 14.500 dipendenti su 35.000 lavorano da remoto) ha diminuito lo spazio dedicato agli uffici di 25 mila di metri quadri, risparmiando 78 milioni di dollari. American Express ha registrato un risparmio annuale tra i 10 e i 15 milioni di dollari dopo aver reso possibile il lavoro a distanza.

6. Spesso conduce ad un maggiore coinvolgimento da parte dei dipendenti.

Potrebbe sembrare una contraddizione, ma i lavoratori in remoto spesso interagiscono con colleghi e superiori molto di più rispetto ai colleghi in ufficio. E’quanto ha concluso la Harvard Business Review.
Ciò che fa la differenza, infatti, è la quantità di strumenti tecnologici a disposizione che per mette una comunicazione migliore tra lavoratori ed aziende. In effetti, un altro studio ancora ha rilevato che l’87% di chi lavora in remoto è più connesso, soprattutto grazie allo strumento delle videoconferenze.

7. Ha un impatto positivo sull’ambiente

Per i datori di lavoro sensibili al tema, l’attenzione all’ambiente e all’ecologia costituisce un forte incentivo a favorire il lavoro a distanza. I datori di lavoro che adottano il telelavoro contribuiscono a ridurre le emissioni di anidride carbonica (in inglese carbon footprint) perché eliminano la necessità per i dipendenti di dover raggiungere un ufficio.

8. Viene incontro ai bisogni dei lavoratori più giovani.

Un buon 68 percento di persone in cerca di lavoro è formato dai cosiddetti millennials, secondo i quali la possibilità di lavorare da remoto aumenterebbe di molto il loro interesse nei confronti dell’azienda o il datore di lavoro.
Secondo un’indagine di AfterCollege, un network di supporto a studenti universitari e neolaureati per l’inserimento nel mondo del lavoro, “le politiche aziendali che promuovono un ambiente di lavoro flessibile, divertente e informale hanno un impatto positivo” sull’interesse dei giovani.

9. È il futuro del lavoro.

Solo pochi anni fa, lavorare da casa poteva sembrare impensabile, soprattutto per alcuni settori. Oggi non sembra più così impossibile.
Secondo il Bureau of Labor Statistics, nel 2015 il 23% dei lavoratori ha riferito di aver svolto parte del proprio lavoro online, rispetto al 19% del 2003.
Un rapporto del New York Times ha anche rilevato che il lavoro online è in rapida ascesa.

10. È un fenomeno globale.

Oltre il 50 percento delle persone che lavorano su internet part-time (a livello globale) ha dichiarato di voler aumentare il numero di ore lavorative. Inoltre, in un sondaggio globale di IGP, il 79% dei cosiddetti “lavoratori della conoscenza” (knowledge workers) dichiara di preferire il lavoro via internet e il 60% dei lavoratori tradizionali afferma che sarebbe disposto a lasciare l’attuale lavoro per una posizione da remoto a tempo pieno. Anche per lo stesso stipendio.

Segretaria a distanza online: quali sono i benefici della collaborazione

  • Una segretaria a distanza online riduce drasticamente i costi legati al personale.
  • È una professionista indipendente:  non avrai spese legate ai contributi, alle ferie, ai giorni di malattia ecc.
  • Lavora in base alla tua agenda per fornirti supporto ogni volta che ne hai bisogno.
  • Paghi solo il tempo che lei dedica al tuo progetto.
  • Affronta quotidianamente compiti vitali per i quali tu non hai tempo, dovendoti dedicare a tutte quelle attività legate alla crescita del tuo business.
  • Non è necessario un ufficio vero e proprio.
  • Non è necessario spendere soldi per la sua formazione.
  • Una segretaria a distanza online vive della reputazione che ha. È prima di tutto nel suo interesse che i suoi clienti forniscano un feedback positivo su di lei. Questo si traduce in una maggiore affidabilità e in un livello del servizio offerto qualitativamente più alto.

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Social Media Marketing. Cos’è e perché il tuo business ne ha bisogno.

Come ho già illustrato nel post sull’Inbound Marketing, i Social Media sono l’altro elemento fondamentale per accrescere la visibilità della tua azienda e rafforzarne la presenza online.

Perché utilizzare i Social Media per il tuo business?

Le risposte sono molteplici:
  • Sono un ottimo mezzo per “mettere in vetrina” il proprio brand.
  • Offrono un canale di marketing in più per la Brand Awareness, cioè per la capacità della domanda di riconoscere un brand.
  • Sono perfetti per costruire relazioni col proprio bacino di clientela.
  • Ormai rappresentano a tutti gli effetti un canale di vendita.
  • In ultimo, ma non meno importante: ti permettono di avere tutto questo gratis.
Volendo sintetizzare in una risposta sola: le aziende devono essere presenti sui social media perché è lì che si trovano i loro potenziali clienti.

Secondo queste statistiche, nel 2017 gli utenti attivi ogni giorno sulle piattaforme social saranno più di 2 miliardi e mezzo. E il trend è destinato a crescere negli anni successivi.

Anche HubSpot  afferma che un terzo del mondo usa i social network regolarmente e che il solo Facebook viene utilizzato dal 73% delle persone per scopi professionali.

Altri numeri da non sottovalutare:

social media

La mappa di Vincos sul numero di utenti attivi sui social network nel mondo – Febbraio 2017

Seguendo il funnel della strategia inbound, i social media sono tra i principali canali che consentono di attrarre visitatori, convertirli in iscritti, chiudere vendite e mantenerli come clienti fidelizzati. 
Se il blog funziona come un hub per veicolare i propri contenuti, i canali social si integrano perfettamente con esso, diventando un vero e proprio megafono capace di raggiungere un’audience vastissima.
inbound marketing funnel

Quali i vantaggi concreti dell’utilizzo dei Social Media?

assistente virtuale1. Traffico

Proprio per la loro capacità di raggiungere un pubblico ampissimo,
pubblicare con regolarità contenuti di valore e di qualità per il
proprio pubblico target di riferimento, porterà un flusso costante di traffico qualificato verso il tuo blog o sito aziendale/professionale.

2. Posizionamento

Una maggiore quantità di traffico verso le proprie pagine (già ottimizzate per la SEO), porterà ad un più alto tasso di visite e di interazione degli utenti, facendole salire molto più velocemente nei risultati di ricerca.

3. Interazione diretta con i (potenziali) clienti

Se utilizzati nella maniera corretta, i social media sono un’ottima occasione per la costruzione di relazioni dirette con il proprio pubblico target. E non solo attraverso la propria pagina aziendale.
Leggendo i loro aggiornamenti di stato, ad esempio, si possono cogliere aspetti interessanti della loro vita quotidiana (e magari regolare la propria strategia di marketing di conseguenza).

Quali prodotti stanno comprando e perché? Cosa fanno nel fine settimana? Che tipo di messaggi amano condividere? E da quali siti web?

4. Assistenza e gestione complaints

Se ci dovesse essere un problema con i tuoi servizi (o prodotti) immagino che vorresti saperlo quanto prima e offrire al più presto una soluzione ai tuoi clienti insoddisfatti.
Ecco: i social sono un canale perfetto per avere un feedback diretto ed immediato dai tuoi clienti e fornire loro l’eventuale assistenza di cui necessitano.

5. Clienti più fidelizzati

Il motivo è chiaro: interagendo regolarmente con i tuoi followers, smetteranno di vedere la tua impresa come un soggetto distante e orientato solo ai profitti, ma piuttosto come ciò che veramente è: una persona (o un gruppo di persone) che lavorano con l’obiettivo comune di soddisfare i propri clienti portando sul mercato il miglior prodotto -o servizio- possibile.

Insomma, le potenzialità che offrono i social media sono enormi.

Chiarita la loro importanza, è bene tenere a mente alcuni aspetti basilari del marketing applicato ai social media:

  1. I social media non sono tutti uguali: ogni piattaforma è diversa dall’altra ed è necessario conoscere a fondo le caratteristiche e le singolarità di ciascuna per poterle sfruttare al meglio e ottimizzare i risultati.assistente virtuale
  2. È altrettanto fondamentale organizzare una strategia editoriale che consenta di sfruttare i social nel lungo periodo.
  3. Essere presenti su più piattaforme è praticamente impossibile (e inutile) se non ci si avvale di strumenti online che consentano di automatizzare il processo di pubblicazione e di misurare tutto il lavoro che si fa al loro interno.
assistente virtualePer nostra fortuna il Web ci mette a disposizione tutti questi strumenti, molti dei quali gratuitamente:
  • Buffer e Hootsuiteper pianificare post su Twitter, Facebook, Linkedin, Instagram ecc. ecc. e pubblicarli nella data e all’orario desiderato.
    Entrambi generano dei report di analisi con dati statistici utilissimi per ottimizzare la propria strategia di volta in volta.
  • Feedly , Scoop e BuzzSumoservizi per creare contenuti di qualità e capire quali sono gli argomenti più “popolari” del momento.
  • Social Mentionricerca e analisi dei social media in tempo reale per una determinata parola chiave.
  • Diggita: il servizio di Social Bookmarking più famoso d’Italia per farsi conoscere da una comunità virtuale ancora più ampia.

Cosa pubblicare sui social media?

  •  Quanti più contenuti creati da te possibile. Sopratutto gli articoli del blog, se ne hai uno (se non ce l’hai scopri qui come aprirne uno).
  • Il tuo pubblico target è la tua bussola: anche se non sono tue, pubblica sempre informazioni di interesse per lui.
  • Immagini, infografiche e video (di qualità): il contenuto visuale è molto potente sui social e crea un engagement (coinvolgimento) altissimo. Qui puoi trovare un elenco di siti da cui scaricare GRATIS immagini professionali ad altissima definizione.

Conclusioni

Ogni social network è unico e ha le sue peculiarità. Per poter essere sfruttato al meglio bisogna studiarlo e conoscerlo. Per iniziare, dai un’occhiata a come utilizzare Facebook, Instagram, Twitter e LinkedIn per il tuo business e scopri qui come programmare il feed di Instagram in maniera strategica.

Vorresti sfruttare di più e meglio i social media per promuovere il tuo business, ma non hai tempo?
Ecco il mio pacchetto “Social Media Gioiosi”.

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Posizionamento del sito web: 7 SEO tool GRATIS per un rapido check-up. Più un bonus finale.

Dopo averti parlato di come l’Inbound Marketing possa aiutarti ad acquisire nuovi clienti, vorrei concentrarmi sulla SEO e sul perché sia tanto importante includerla in una strategia di comunicazione.

Ma voglio farlo in maniera pratica, indicandoti degli interessanti strumenti disponibili gratuitamente sul Web per migliorare il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca.

Che cos’è la SEO?

Partiamo dai fondamentali. Cos’è la SEO?

La SEO è quel processo di miglioramento di un sito internet affinché attragga visitatori dai motori di ricerca, posizionandosi tra i primi risultati della SERP (cioè della pagina dei risultati del motore di ricerca).

seoL’ottimizzazione dei siti web per i motori di ricerca è una delle materie più importanti e performanti di tutto il marketing online che tu possa fare per il tuo biz.

Se pensi a come le persone cercano informazioni oggi, raggiungere un certo livello di visibilità nei risultati organici di ricerca (cioè quelli non a pagamento) di Google è un fattore cruciale per determinare il successo o meno di un sito internet.
Cito Google perché con i suoi 3.3 miliardi di ricerche giornaliere occupa ormai più del 70% del mercato delle ricerche online.
E per questo stesso motivo mi concentrerò su di esso nei prossimi paragrafi.

Lo so: pur capendone l’importanza, a molti la SEO può sembrare una materia ostica o un’attività che non rientra nelle proprie competenze.

La buona notizia è che il web ci facilita molto il lavoro, offrendoci dei servizi che permettono di valutare in pochi minuti lo “stato di salute” del nostro sito internet.
A seconda del responso, quindi, saremo in grado si decidere se sia il caso o meno di affidarsi, eventualmente, a un professionista.

Vediamoli nel dettaglio.

Gli indici di qualità di Google

Ma come funziona Google?

seo

Il suo obiettivo è di valutare la search intent.
Cioè capire perché in quel momento stiamo effettuando quella determinata ricerca.


Quando digitiamo qualcosa nella sua barra di ricerca, i robot di Google (detti botcrawler o spider) scansionano il web per restituirci una lista dei contenuti da loro ritenuti in quel momento i più precisi e pertinenti per noi.

Proprio perché il suo “lavoro” è soddisfare al meglio i bisogni dell’utente, Google cercherà sempre di mostrare tra i primi i risultati quelli qualitativamente migliori.

E come fa Google a valutare la qualità dei contenuti di un sito?
Si avvale dei cosiddetti indici di qualità, ovvero di alcuni parametri che analizzano l’interazione che i visitatori hanno con una determinata pagina web.
In pratica, quanto più alta sarà l’interazione degli utenti con quei contenuti, tanto più Google li considererà utili e rilevanti, portandoli in alto nei risultati di ricerca.

Questi indici sono:

  • il bounce rate o frequenza di rimbalzo: un valore percentuale che indica la velocità con cui un visitatore abbandona il sito dalla pagina da cui è entrato senza interagirci ulteriormente (cioè senza compiere nessun’altra azione come scorrere la pagina o cliccare su altri link, ad esempio). Più questo valore è basso, quindi, meglio è.
  • il tempo medio di permanenza 
  • il tasso di interazione degli utenti con le pagine del sito

Queste metriche, così come le parole chiave, sono parte della cosiddetta on-page (o on-site) SEO e possono essere facilmente ottenute collegando Google Analytics (su cui ritornerò più avanti) al nostro sito.

On-page SEO con i tool di casa Google

seo

Sapevi che, oltre ad Analytics, Big G offre molti altri strumenti per valutare l’esperienza che i visitatori hanno sul tuo sito?

Infatti esistono degli aspetti tecnici che possono determinare o meno il successo di una sito web.

Ma la mia impressione è che siano ancora troppo sottovalutati:

  • un sito responsive (cioè visualizzabile anche da dispositivi mobili come smartphone e tablet)
  • e la velocità di caricamento delle pagine

Responsiveness

Secondo i dati Audiweb del Marzo 2018:

“La mobile audience mensile ha raggiunto il 68,7% della popolazione maggiorenne, con 30,1 milioni di utenti collegati per 49 ore in media per persona.

virtual office

Cioè nel solo mese di Marzo 30 milioni di utenti (solo in Italia) hanno navigato su internet per quasi 50 ore attraverso uno smartphone o un tablet. Con questi numeri avere un sito accessibile da tutti i dispositivi mobili è praticamente obbligatorio.

Grazie al Google Mobile Friendly Test puoi verificare in pochi secondi se il tuo è un sito mobile-friendly oppure no.
Ed, eventualmente, correre ai ripari 🙂

Se il test avrà esito positivo, comparirà una schermata come questa:

virtual office

Velocità

Per controllare la velocità di caricamento del tuo sito puoi utilizzare il Google Page Speed Test.

Un aspetto molto utile di questo strumento è proprio che, oltre ai problemi, suggerisce anche le soluzioni.

Prova a fare un check-up del tuo sito e testa la compatibilità per mobile e la velocità.

PRO TIP. Esiste un altro strumento di SEO on-site molto utile che Google ci mette a disposizione: la Google Search Console.

Una volta configurato Google Search Console per il tuo sito è necessario anche collegarlo a Google Analytics. In questo modo la visibilità organica sarà ottimizzata.

SEO off-page: link-building ed autorevolezza

posizionamento sito

Oltre a questi parametri on-page, i motori di ricerca prendono in considerazione anche una serie di indici off-page che riguardano l’autorevolezza e l’affidabilità di una piattaforma web, ovvero:

  • la qualità dei link in entrata al tuo sito
  • le citazioni (cioè quanti siti hanno almeno un link che punta verso il tuo)

Partiamo dal presupposto che le pagine del nostro sito siano già state tutte ottimizzate: bounce rate basso, tempo medio di permanenza e tasso d’interazione alti.

E che Google Analytics e Google Search Console siano collegati e funzionanti.
Adesso possiamo occuparci di una delle “buone pratiche” di SEO off-page: la link-building.
Ovvero ottenere link in entrata (backlink) da siti autorevoli.

In ambito SEO, l’autorevolezza è un concetto relativo al settore di appartenenza del sito stesso.

Ad esempio, se ho un sito di finanza e ricevo un link dal sito de Il Sole 24 Ore, agli occhi di Google
risulterò altamente autorevole ed avrò più possibilità di posizionarmi sulla prima pagina dei risultati di ricerca.

Con il tool di Majestic possiamo individuare qualità e quantità dei link verso il nostro sito, grazie ai valori di trust flow e citation flow.

virtual office

Nell’immagine qui sopra ho inserito il sito internet de Il Sole 24 Ore e i risultati danno (ovviamente) un’elevata autorità: 75 su 100 di trust flow e 65 su 100 di citation flow.

Qui in basso, puoi visualizzare il numero totale di link e il range di valore dei domini che reindirizzano al sito (per poter accedere ai dati completi è necessario abbonarsi).

virtual office

L’Open Site Explorer di Moz, invece, valuta i backlink sia per l’intero dominio (domain authority) sia per le singole pagine (page authority).

virtual office

Prova a fare gli stessi test con il tuo sito. Quali sono i risultati?

Se hai bisogno di migliorare la SEO off-page del tuo sito, ricorda che le migliori pratiche di link-building sono le infografiche e i guest post.

Risorse SEO per “spiare” la concorrenza

Non si tratta di spionaggio industriale o altre cose illegali 🙂
Semplicemente di capire chi siano i nostri maggiori concorrenti e analizzare come siamo posizionati rispetto a loro.

Questo passaggio è necessario per valutare come possiamo differenziarci all’interno di uno stesso settore di riferimento.

Per farlo puoi ricorrere a SEMrush: una tra le piattaforme di servizi SEO più utilizzate e complete.

Inserendo il dominio del tuo sito internet nella home page potrai ottenere:

  • una panoramica del posizionamento del tuo sito
  • un elenco dei tuoi principali competitor 
  • un grafico che ne mostra il posizionamento

Ecco un altro esempio con il sito de
Il Sole 24 Ore

sem, seo, posizionamento

Studiare i nostri concorrenti più “forti” è un’ottima maniera per individuare i nostri punti di forza, capire in cosa possiamo migliorarci e, soprattutto, cosa ci rende unici rispetto alla concorrenza.

Prova anche tu ad utilizzare SEM Rush. Qual è la tua “unicità” e quali sono gli eventuali punti di forza e debolezza?

Bonus Finale

Se per te l’inglese non è un problema e vorresti approfondire l’argomento, ecco due guide create da ottimi “maestri”:

La guida SEO di MOZ per principianti

E la guida SEO avanzata di QuickSprout  di Neil Patel

Conclusioni

Quelli che ti ho indicato sono solo alcuni tool che possono guidarti verso l’ottimizzazione del tuo sito.

Quest’elenco non ha la pretesa di essere definitivo e la SEO non può considerarsi una materia che si esaurisce con dei test.

È piuttosto una ricetta ricca di tanti ingredienti tra cui quello principale resta sempre la pubblicazione regolare di contenuti di qualità per il proprio pubblico target di riferimento.

Anche dopo essersi posizionati.

Se vuoi saperne di più, dai un’occhiata al mio post sulle parole chiave, a quello sulle 10 regole d’oro da seguire quando si scrive per il web e alla mini guida per creare un blog o sito ottimizzato dal punto di vista SEO.

Grazie per aver letto fino a qui…e aver abbassato il mio bounce rate 🙂 

Ti piacerebbe approfondire le tue conoscenze sulla SEO seguendo uno dei migliori corsi in italiano creati da dei veri e propri “mostri sacri” del posizionamento sui motori di ricerca? Clicca qui per dare un’occhiata a SEO Start.
Un corso pensato proprio per chi muove i primi passi nel mondo della SEO del valore di 197 euro che trovi in offerta a 97 euro grazie a una partnership che ho stretto con loro.

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Smart Working. La quarta Rivoluzione Industriale è arrivata.

Il dibattito sullo Smart Working si è fatto molto vivace nel 2016 dimostrandosi come un nuovo paradigma lavorativo che offre enormi potenzialità.

La cosa coinvolge molto anche me dal momento che, come Assistente Virtuale, sono una smart worker anch’io.
Ma di cosa parliamo esattamente quando parliamo di lavoro agile?

 Cos’è lo Smart Working?

Delle molte definizioni di Smart Working che ho letto, trovo che la più esaustiva sia quella riportata in un interessante ebook di Seedble:

“Lo smart working è l’applicazione delle discipline digitali, sociali e comportamentali per attivare un ‘nuovo modo di lavorare’, basato sulla condivisione della conoscenza, collaborazione e trasparenza e caratterizzato da un abbattimento delle strutture organizzative e un alto livello di fiducia (trust)”.

Considerare lo smart working solo come un sinonimo di telelavoro sarebbe  riduttivo. È senz’altro vero il contrario, però: qualunque professionista che abbia creato il suo business online fa senz’altro parte dell’ universo del lavoro agile.

I benefici che non ti aspetti

“L’adozione di modelli di lavoro Smart può aumentare la produttività delle aziende per un valore di 27 miliardi di euro e ridurre i costi fissi di 9 miliardi di euro”.

Sono le conclusioni a cui giunge l’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano dopo aver analizzato circa 600 aziende operanti in Italia e 1.000 professionisti.

Oltre a migliori risultati in termini di produttività e ad un abbattimento dei costi, il modello del lavoro agile può portare ad un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata e, in maniera più ampia, anche alla salvaguardia del nostro ambiente.

Ebbene sì: mettere le persone, i lavoratori al centro paga. Enormemente.

Quali sono i pilastri dello Smart Working?

segretariaPerché si possa definire smart working è necessario che siano presenti le cosiddette 3B:
1.Behaviours
2.Bytes
3.Bricks
cioè comportamenti, tecnologia e mattoni (intesi come spazio di lavoro fisico).

1. Behaviours. È necessario dire addio al cartellino da timbrare e  ai classici orari d’ufficio e spostare il focus sugli obiettivi da raggiungere. In questo modo l lavoratore (worker) è più responsabilizzato nella gestione del suo tempo e, soprattutto, è più coinvolto in un progetto: se ne è appassionato lo terminerà in molto meno tempo e i risultati avranno una qualità di gran lunga superiore.
Di nuovo: la parola chiave non è più controllo, ma fiducia.

2.Bytes. La tecnologia è nostra amica e oggi offre degli strumenti utilissimi (spesso anche gratuiti) per facilitare l’interazione tra le persone e per offrire supporto a coloro che lavorano in condizioni di mobilità. Si tratta delle cosiddette le tecnologie di Unified Communication & Collaboration.

3.Bricks. Accanto allo spazio di lavoro virtuale bisogna ridisegnare anche lo spazio fisico. Perché lo smart worker possa essere performante e produttivo è fondamentale riprogettare gli ambienti di lavoro con l’obiettivo di ricrearli aperti, flessibili e orientati alla collaborazione e al benessere tra le persone.

Quali sono i valori chiave?

Collaborazione, condivisione e trasparenza sono i presupposti su cui costruire la fiducia (trust) e con essa tutto il lavoro del futuro.
In effetti i nuovi modelli di business già si basano sulla fiducia: non prenoteremmo una camera online e non acquisteremmo un articolo su Amazon se non avessimo piena fiducia in queste piattaforme.
Come riportato nello Smart Working Book: il trust è il nuovo prodotto/servizio nell’era della social collaboration.

assistenza virtuale

Le 4 caratteristiche della collaborazione digitale secondo Seedble

Prima buona notizia: la proposta di legge sullo Smart Working

E’ stata approvata nel maggio 2017. Trovo che prometta bene già dall’incipit:

 “Lo smart working è una modalità di lavoro innovativa basata su un forte elemento di flessibilità, in modo particolare di orari e di sede. Il futuro dell’organizzazione del lavoro passa necessariamente da qui: lì dove il lavoro incontra le nuove tecnologie, infatti, nascono occasioni che non possiamo permetterci di ignorare e che ci portano a un importante cambiamento di mentalità”.

Leggi qui per vedere nel dettaglio cosa prevede la legge.

Seconda buona notizia: la promozione del lavoro agile nella Pubblica Amministrazione

Lo scorso febbraio il Comune di Milano ha indetto la Giornata del Lavoro Agile per il terzo anno consecutivo.

Rivolta a numerose aziende private che hanno sperimentato forme di Smart Working gestendo con flessibilità il proprio orario di lavoro (svolgendolo soprattutto da casa), ha apportato molteplici benefici: risparmio di tempo per i lavoratori, minore congestione stradale, minori emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Conclusioni: il lavoro agile segna l’arrivo della Quarta Rivoluzione Industriale

Per lo meno queste sono le conclusioni a cui giunge il Sole 24 Ore . Che si sia d’accordo o meno, è indubbio che il mondo (e il mercato) del lavoro tendono sempre più alla semplificazione e alla smaterializzazione dei modelli di business e di collaborazione. Per non rimanere ancorati ad un’idea tradizionale e superata di “fare impresa” è necessario avere piena consapevolezza dei cambiamenti in atto.

Ti stai chiedendo come posso supportare il tuo business in maniera smart? Dai un’occhiata qui.
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